Nel seguito sono mostrati esempi di calcolo di profittabilità nel caso di investimento in un impianto fotovoltaico. Ovviamente le stime sono badgettarie, calcoli più precisi necessitano di informazioni puntuali sui consumi, passati e previsti, di energia elettrica, di un sopralluogo e di un progetto esecutivo.
Per un calcolo più consono alle vostre esigenze (ad esempio per quanto riguarda consumi o disponibilità di spazio sul tetto) non esitate a contattarci, vi invieremo a titolo gratuito una stima personalizzata.
L’intento di queste stime, esemplificative e preliminari, è quello di fornire un’approssimata indicazione di costi e benefici, al fine di evitare sia facili entusiasmi che precoci delusioni.
Il fotovoltaico non farà arricchire nè consentirà veloci tempi di ammortamento; permetterà comunque tassi d’interesse di tutto rispetto: superiori e a volte doppi rispetto a quelli dei buoni pluriennali del tesoro, fornendo altrettanta sicurezza.
Non è indispensabile disporre di tutti i soldi in contanti: chiedendo un finanziamento alla nostra banca di fiducia (alcune banche come la Sanpaolo hanno già attivato offerte di finanziamento agevolato in caso di investimenti relativi al conto energia), si potrà usare l’importo degli incentivi e del risparmio sulla bolletta per pagare gran parte delle rate di finanziamento.
Si noti che non ha importanza quando l’energia venga prodotta: il nostro allacciamento alla rete Enel, o al distributore locale, permane operativa e l’impianto fv scambia energia con la rete: di notte o d’inverno è ovviamente molto probabile il prelievo dalla rete, di giorno e d’estate è moto più probabile la cessione. Un contatore fornirà i dati relativi all’energia prodotta, consumata e ceduta.
E’ altrettanto importante notare che non è affatto necessario coprire completamente il proprio fabbisogno di energia: è sufficiente ridurre l’energia prodotta per “scivolare” in una diversa fascia tariffaria e quindi pagare proporzionalmente molto meno. Ad esempio, nel caso della tipica tariffa D2 (residenti fino a 3kW), se i nostri consumi fossero di 4400kWh per anno, la tariffa applicata sarebbe di 0,2€ per kWh. Se riuscissimo a scendere a 2500kWh per anno, la tariffa applicata diventerebbe 0,13€ per kW/h (costi fissi esclusi). I calcoli suppongono a titolo conservativo che il costo in bolletta rimanga costante negli anni mentre invece l’esperienza insegna che si subiscono annualmente dei rincari (è stato mediamente del 8% per anno, negli ultimi anni!), assumendo i quali, il fotovoltaico risulterebbe ancora più vantaggioso. La figura 1, mostra l’andamento del rapporto costo per kWh e consumi.

Figura 1
In alternativa allo scambio sul posto, si può optare per l’autoconsumo e la vendita dell’ energia in eccesso. In quasto caso, oltre a poter comunque provvedere ai fabbisogni energetici propri, è anche possibile vendere alla rete l’energia prodotta ma non consumata (ad esempio al prezzo minimo di 0,096kWh nel caso di cessione al GSE).
Se si opta per lo scambio sul posto, il miglior rapporto costo/ritorno dell’investimento è ottenuto sottodimensionando il proprio impianto rispetto ai propri consumi.
La vendita è soprattutto conveniente per grandi impianti o comunque nei casi in cui l’impianto sia molto sovradimensionato rispetto ai propri consumi.
Esempio di calcolo di ritorno economico per l’installazione di un impianto fotovoltaico di 2 kWp, adeguato alle esigenze di una tipica familia italiana, con consumi annui di energia elettrica pari a 3500kWh e costi conseguenti, relativi alla tariffa per potenza impegnata di 3kW:
L’impianto in questione avrebbe un costo chiavi in mano indicativo di 15.600€ e si comporrebbe principalmente di:
· moduli solari fotovoltaici, con relativa struttura di sostegno, che occuperebbero circa 16 metri quadrati di tetto a falda
· un inverter, di circa 40x30cm, da installare nel sottotetto o in esterno. L’inverter converte l’energia, prodotta dai moduli, in modo tale da permettere la connessione con la rete del distributore locale (Enel). Occorrono due fili per la connessione con i moduli e tre fili per la connessione con il quadro elettrico generale.
La produttività media dell’impianto sarebbe di circa 1.100 kWh (Italia settentrionale) e darebbe adito ai seguenti benefici:
· contributi statali “conto energia” di 968€ all’anno per la durata di vent’anni
· risparmi in bolletta relativi all’intera vita dell’impianto (che può essere stimata di almeno 40 anni). Si possono fare diverse ipotesi: nessun rincaro futuro della bolletta e quindi un risparmio annuo di 580€ per anno, oppure un risparmio annuo progressivamente maggiore dovuto ad un certo incremento annuo. La tabella sotto riportata considera due scenari in cui il rincaro annuo è rispettivamente del 4% e del 8% (quest’ultimo è appunto l’aumento medio annuo che si è avuto negli ultimi anni).
In base a tali assunzioni, si arriverebbe ai seguenti calcoli di ritorno economico (i cui dettagli sono esplicitati nell'annesso 1) che, dopo un tempo di pareggio spese variabile tra 9-10 anni, evidenziano guadagni e tassi di interesse di tutto rispetto, variabili dal 7 al 13%:


Tabella 1 – ritorno investimento per ipotesi acquisto in contanti
La scelta dell’effettiva potenza dell’impianto da installare dipende dalla dimensione del tetto (o del terreno) disponibile, dai propri consumi annui di energia elettrica e dall’entità dell’investimento che si vuole affrontare. Maggiore è l’investimento, maggiori sono i guadagni.
Alternativamente ad un’ investimento in contanti, si può ricorrere ad un finanziamento bancario; il valore effettivo della rata è da negoziare con la propria banca di fiducia (esistono finanziamenti agevolati, previsti per investimenti in energie rinnovabili): fatto il bilancio tra uscite (la rata di finanziamento) e le entrate (incentivi+risparmio bolletta), si evidenzia che è possibile installare un impianto fotovoltaico con una spesa di circa 45€/mese.
• il valore della rata per il finanziamento decennale di un impianto da 2kWp è di 177€ mensili (nessuna spesa di istruttoria)
• Essendo gli introiti (conto energia + risparmio in bolletta) equivalenti a:
– 121€ (ipotesi nessun rincaro bolletta nei prossimi 10 anni)
– 143€ (ipotesi rincaro 8%/anno bolletta nei prossimi 10 anni)
• L’esborso effettivo mensile varierebbe dai 34 a 56€
• Al termine del periodo di finanziamento si inizia a guadagnare
– Tempo di ritorno dell’investimento: 12-13 anni
– Tasso d’interesse netto dell’investimento: 8-19%
– I guadagni attualizzati (al netto di inflazione e tasse) conseguibili in 20 anni variano da 4.500 a 15.000€, in 40 anni da 9.500 a 43.000€