L’energia non è solo una questione economica o ambientale.
Nel nostro secolo le guerre si sono combattute e si combattono per essa, così come nei secoli scorsi per la terra e per l’oro.
L’energia è nelle mani di pochi, di multinazionali, di potentati economici in grado di decidere di pace o di guerra, di instaurare dittature nei paesi emergenti o di influenzare le democrazie nei paesi occidentali, per guidarne le scelte strategiche.
Il mondo, oggi più che mai, sarebbe paralizzato senza questa energia, che viene estratta e prodotta in grandi e costosi complessi industriali e poi trasportata e distribuita per centinaia o migliaia di chilometri.
I cittadini del mondo ne sono completamente dipendenti.
Sarebbe bello poter dire ne sono stati. Perché oggi comincia ad essere possibile produrre energia localmente, e quindi senza bisogno di distribuzione, dal sole. Perché oggi ogni cittadino può provvedere a soddisfare, o almeno contribuire a soddisfare, il proprio bisogno energetico, spezzando quindi l’attuale dipendenza totale dai potentati dell’energia.
Sarebbe una rivoluzione.
E non riguarderebbe solo l’energia ma per riflesso anche indipendenza, pace e democrazia. Tutti i nobili ideali della Storia.
Sarebbe un passo importante verso democrazie meno apparenti, nei paesi occidentali, e un contributo verso la fine delle dittature, nei paesi del terzo mondo. Poiché forse non si può esportare la democrazia ma si potrebbe esportare un modello energetico che sia democraticamente e pacificamente a disposizione di tutti. A disposizione di scuole, di ospedali e in generale per lo sviluppo dei poveri nei paesi poveri.
E’ una rivoluzione solo agli inizi, che spetta a noi consumatori occidentali.
E’ una rivoluzione percui fortunatamente non servono eroi ma semplice buona volontà, o ancor meno: una semplice diversificazione nell’investimento dei risparmi.