L’energia è molto più che la fiamma per cuocere la pasta, l'interruttore che accende la luce, il calore che scalda il termosifone: l’energia è la chiave per l’indipendenza, la libertà, per la pace, per la democrazia, per sconfiggere la miseria.

L’energia non è solo una questione economica o ambientale. E’ molto di più! Nel nostro secolo le guerre si sono combattute e si combattono per essa, così come nei secoli scorsi per la terra e per l’oro.  L’energia è nelle mani di pochi, di multinazionali, di potentati economici in grado di decidere di pace o di guerra, di instaurare dittature nei paesi emergenti o di influenzare, condizionare le democrazie nei paesi occidentali, per guidarne le scelte strategiche.

Il mondo, oggi più che mai, sarebbe paralizzato senza questa energia, che viene estratta e prodotta in grandi e costosi complessi industriali e poi trasportata ed inefficientemente distribuita per centinaia o migliaia di chilometri. Ne siamo completamente dipendenti. Sarebbe bello cominciare a poter dire: ne siamo stati. Perché oggi comincia a essere possibile produrre energia localmente, e “poeticamente”, dal sole, dal vento, dalla terra.

Oggi ognuno può badare a soddisfare, il proprio bisogno energetico, o almeno contribuire notevolmente a soddisfarlo, spezzando quindi l’attuale dipendenza totale dai potentati dell’energia.

Sarebbe una rivoluzione.  E non riguarderebbe solo l’energia ma per riflesso anche indipendenza, pace e democrazia. Tutti i nobili ideali della storia dell’umanità.

Sarebbe un passo importante verso la costruzione di democrazie che, nei paesi occidentali, siano meno apparenti. Un passo importante verso l’abbattimento delle dittature, nei paesi del terzo mondo.  Forse non si può esportare la democrazia ma si può provare a esportare un modello energetico che sia democraticamente e pacificamente a disposizione di tutti. A disposizione di pozzi d’acqua, di scuole, di ospedali e in generale per lo sviluppo dei poveri nei paesi poveri.  

Si combatterebbero la fame, la sete, le epidemie, l’ignoranza. Si eviterebbero i grandi flussi migratori verso i paesi occidentali, si eviterebbe che le nostre città siano destinate a diventare mostri indomabili e disumani, ancor più di quello che già sono. E ci riguadagneremmo la nostra irrinunciabile sicurezza.

E’ una rivoluzione solo agli inizi, che spetta a noi “consumatori”. E’ una rivoluzione per cui fortunatamente non servono eroi ma semplice buona volontà, o ancor meno, una semplice diversificazione nell'investimento dei risparmi.