Sono stati introdotti finanziamenti a tasso agevolato per un importo complessivo di oltre 300 milioni, attraverso il fondo rotativo “Kyoto”, con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica degli edifici scolastici e universitari. Ai finanziamenti si applica un tasso di interesse dello 0,25%, dimezzando così il tasso previsto dalla legge per i finanziamenti del fondo Kyoto che è dello 0,50%.  Questi interventi dovranno portare risultati concreti nel miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’immobile di almeno due classi in tre anni. Se questo obiettivo non viene raggiunto e certificato il finanziamento viene revocato.

I beneficiari
Possono chiedere i fondi tutti i «soggetti pubblici competenti» che hanno disponibilità «di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica, ivi inclusi gli asili nido, e all’istruzione universitaria, nonché di edifici dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica».
Per soggetti pubblici competenti, spiega lo schema di decreto, «si intendono i soggetti che in base ad un titolo di proprietà o di possesso o di altro diritto reale immobiliare di godimento hanno in carico gli immobili pubblici destinati all’istruzione universitaria, all’istruzione scolastica, all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e gli asili nido».
Gomito a gomito con le singole scuole ci sono – come si diceva – anche i fondi immobiliari. Questi dovranno proporre dei «progetti di investimento» sui quali chiedere il contributo del fondo Kyoto.

I criteri minimi da soddisfare
Si possono chiedere contributi solo su immobili realizzati «alla data di entrata in vigore» del Dm attuativo. Escluse quindi le nuove costruzioni. Il Dm fissa inoltre una griglia con vari requisiti da soddisfare. Tra questi – ma non è una novità perché già indicato nella norma “madre” – ci sono la diagnosi energetica e la certificazione energetica dell’immobile.
I progetti inoltre dovranno dimostrare di conseguire – entro i tre anni massimo concessi per i lavori – un miglioramento di almeno due classi energetiche. Per i requisiti tecnici minimi e i costi unitari si rimanda al decreto del cosiddetto conto termico (28 dicembre 2012, pubblicato sulla Gazzetta del 2 gennaio 2013). Per beneficiare del contributo, gli immobili dovranno essere in regola con le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle norme antisismiche; in regola dovranno essere anche gli impianti. Infine, le scuole da mettere in efficienza dovranno contestualmente assicurare la bonifica dall’amianto.

Importi massimi
i massimali sono stati già indicati dal decreto legge 91. Per il finanziamento della sola analisi e monitoraggio, il finanziamento agevolato potrà essere di massimo 30mila euro dilazionato in 10 anni.
Per gli interventi edilizi veri e propri il tempo massimo è di venti anni oppure – nel caso del fondo immobiliare – un periodo che non superi il periodo di vita del fondo. Per i soli interventi sugli impianti (incluse progettazione e certificazione energetica, ex ante ed ex post) si potrà ottenere fino a un milione di euro. Per la riqualificazione energetica che include l’involucro e posa in opera (incluse, anche in questo caso, progettazione e certificazione energetica) si potranno avere al massimo due milioni di euro.