Il Green Act che serve all’Italia: ecco le proposte di Legambiente presentate al governo Renzi (clicca qui).

Di seguito in particolare le proposte relative all'energia: 

L’Italia deve scegliere un futuro energetico incentrato su fonti rinnovabili ed efficienza e non fermare la rivoluzione energetica in atto. Aprire una nuova fase nella generazione energetica, con produzioni pulite e distribuite, integrando lo sviluppo delle fonti rinnovabili con le più efficienti tecnologie di produzione e stoccaggio dell’energia elettrica e le moderne smart grid. Eliminare i sussidi alle fonti fossili dalle bollette.  

Le misure che proponiamo:

1. Introdurre regole chiare e trasparenti per l’approvazione dei progetti da rinnovabili

a. Semplificare la procedura per interventi di piccola taglia (fino a 20 kW), con procedura unificata e moduli scaricabili online, perché diventi un atto semplice e gratuito.

b. Definire linee guida chiare e semplici per gli studi e le valutazioni ambientali degli impianti rinnovabili, sia nuovi che per i rifacimenti. Definire le aree da tutelare e stabilire criteri e regole per le diverse fonti, per fare chiarezza sulle condizioni che le aziende e i cittadini devono rispettare per realizzare l’impianto e per prevenire i conflitti locali che sorgono per l’indeterminatezza delle regole.

2. Reintrodurre un sistema di incentivi in conto energia per la sostituzione di coperture in amianto con tetti fotovoltaici. Ripristinare l’incentivo è fondamentale perché sono in attesa di bonifica circa 50mila edifici pubblici e privati e 100 milioni di metri quadrati strutture in cemento-amianto, a cui vanno aggiunti 600mila metri cubi di amianto friabile.

3. Introdurre un sistema di incentivi per le famiglie e le piccole e medie imprese per impianti fotovoltaici integrati con i sistemi di accumulo.

4. Consentire ai Comuni l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per tutti i consumi delle proprie utenze, attraverso l’utilizzo dello scambio sul posto dell’energia elettrica con la rete, anche dove non coincidono punto di immissione e prelievo dell’energia, esonerandoli dagli oneri di sistema.

5. Aprire alla vendita diretta di energia prodotta da fonti rinnovabili per cooperative e aziende, alle stesse condizioni introdotte per i sistemi efficienti di utenza (SEU) ai soci e a utenze poste entro un ambito definito.

6. Cancellare miliardi di euro di sussidi alle fonti fossili dalle bollette. Tra sussidi diretti e indiretti, sconti ai grandi consumatori e oneri impropri, sono diversi i miliardi di euro prelevati direttamente in bolletta a cui si aggiungono altre forme di sussidio che non gravitano in bolletta e di cui beneficiano persino centrali a carbone. Sono benefici da cancellare immediatamente per spostarli su interventi di efficienza che aiutino le imprese e le famiglie a ridurre i consumi e quindi la spesa energetica.

 

 

I benefici attesi:

 

1. Attraverso le fonti rinnovabili si possono ridurre i 51 miliardi di bolletta energetica italiana, spesi per importare fonti fossili. Avremmo un impatto positivo sui cambiamenti climatici e diminuiremmo la nostra dipendenza energetica, tra l’altro da paesi attraversati da conflitti.  

2. Ci sarebbe un risparmio per le famiglie e le imprese con l’autoproduzione dell’elettricità e il calore di cui hanno bisogno, oltre che ridurre l’inquinamento.  

3. Si crea più lavoro, perché in un modello distribuito si sposta il baricentro della produzione e distribuzione a vantaggio dei territori, oltre a investire in ricerca e in innovazione che oggi ha al centro sistemi di accumulo e di gestione dell’energia attraverso le smart grid.