Grazie alle loro avanzate caratteristiche tecnologiche queste caldaie assicurano un rendimento superiore rispetto ad una caldaia tradizionale: tutto ciò significa minore consumo e una notevole riduzione di emissioni di ossidi di azoto e monossido di carbonio: circa il 70% in meno rispetto alle altre caldaie.

Le caldaie a condensazione infatti sfruttano l’energia dei fumi di scarico, solitamente espulsi da una caldaia tradizionale, facendoli condensare (il processo di combustione libera vapore acqueo). A differenza delle caldaie normali dove il vapore acqueo liberato dalla combustione viene disperso in atmosfera, in queste caldaie tale calore latente viene in gran parte recuperato, i fumi vengono raffreddati fino a tornare allo stato liquido, con un recupero di calore utilizzato per pre-riscaldare l’acqua di ritorno. L’acqua di ritorno è l’acqua che rientra in caldaia dopo essere passata per i radiatori per cedere all’ambiente il suo calore.

Premesso questo, possiamo capire perché il rendimento di una caldaia a condensazione è maggiore del 100%. Se consideriamo che un generatore tradizionale mediamente ha un rendimento del 90%, possiamo affermare che per un generatore a condensazione, fatto 100 il 90%, il valore del rendimento sarà pari a circa il 105¸106%. Questo, perché viene sommata al rendimento tradizionale una parte di quell’11% recuperabile dal calore latente di vaporizzazione; all’incirca il 5¸6% ottenuto con la condensazione.

Per farli condensare i fumi vengono convogliati nello scambiatore che sottrae loro il calore latente (la condensazione emette calore) sfruttando il fatto che l’acqua di ritorno dall’impianto di riscaldamento è più fredda di quella di mandata. Con questo metodo la temperatura dei fumi una volta sottratto il calore latente si mantiene sulla stesso valore della temperatura di mandata (50-60°) ben inferiore ai 140/160° delle caldaie ad alto rendimento o ai 200° per quelle tradizionali. Questo significa che per ottenere la stessa temperatura dell’acqua di riscaldamento la caldaia a condensazione utilizza meno combustibile, tramutandosi in un risparmio immediato e in minore inquinamento.

Tipologie di caldaie

  • Funzionamento misto. Le caldaie a funzionamento misto hanno al loro interno un kit aggiuntivo per far funzionare impianti misti, ovvero gestiscono sia zone con l’impianto ad alta temperatura per i radiatori sia zone a bassa temperatura per impianti a pavimento o pannelli radianti.
  • Con circuito solare. Trattasi di caldaie dotate dei componenti necessari per abbinarle a impianti solari, avendo un elevato rendimento e un ampio campo di modulazione. All’interno della macchina vi sono già predisposti i componenti del circuito solare termico e la scheda della caldaia gestisce il controllo delle funzioni solari, evitando l’utilizzo di un’ulteriore centralina specifica.
  • Murali compatte e a basamento. Hanno dimensioni piuttosto compatte, dal peso contenuto e gradevoli caratteristiche estetiche. Ci sono modelli per solo interno e modelli che funzionano senza problemi all’esterno con kit di copertura, permettendo un recupero di spazio all’interno dell’abitazione. Grazie all’equipaggiamento antigelo evitano qualsiasi problematica rispetto al posizionamento esterno (anche se protetto). Come le altre caldaie a condensazione rispondono a ogni necessità di riduzione dei consumi e sono silenziose, rendendo il comfort ottimale.
  • Da incasso. Le caldaie da incasso rispondono all’esigenza di utilizzare tutto lo spazio abitativo senza ingombri. Infatti vengono incassate nel muro, in una profondità di 25 cm, in un box in acciaio preventivamente predisposto.

Riduzione dell’inquinamento.

Grazie a uno speciale bruciatore infatti le caldaie a condensazione hanno il vantaggio di mantenere costante il valore di anidride carbonica presente nei fumi al variare della potenza del bruciatore e di avere ridotte emissioni di monossido di carbonio e di Nox. Minori consumi significano anche minori emissioni di particolato atmosferico